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> Per Napoli definito
 
jepp
Inviato il: Mercoledì, 01-Nov-2006, 20:56
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Prodi «Per Napoli definito un disegno forte.
L'esercito? Non può battere la criminalità


premier e il Capo dello Stato si consultano sull'emergenza del capoluogo campano: concordate le linee d'intervento STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
ROMA - «Con il Capo dello Stato Napolitano abbiamo concordato un disegno forte». Il premier Romano Prodi annuncia con queste parole quello che sarà il piano d'intervento contro la criminalitàa dilagante nel capoluogo campano. Prodi e Napolitano si sono consultati nella giornata di oggi per definire le linee urgenti di intervento. Una lunga telefonata in vista della visita del premier giovedì a Napoli. Ma ci sono anche rifrimenti alle ipotesi avanzate in questi giorni per rispondere all'offensiva criminale, come quella di schierare l'esercito: «L'esercito- dice Prodi - non è centrale per vincere i problemi». La prosizione del premier su questo punto non è di contrarietà di principio ma avanza dubbi sulla effettiva utilità. Questo è un problema di secondo livello.Io non sono favorevole ad un uso forte e generale dell'esercito.»: così il presidente del Consiglio Romano prodi, da Bologna, alla vigilia della sua visita di domani a Napoli, risponde alle domande dei giornalisti sull'invio dell'esercito nel capoluogo campano. «Ognuno deve fare il suo mestiere. Se sotto qualche aspetto particolare l'esercito può essere utile si può anche usare l'esercito. Ma ripeto, non è con l'uso centrale dell'Esercito che si vincono questi problemi. La criminalità deriva dall'inquinamento della vita economica, del mondo degli affari, da una violazione continua della legge e su questi temi l'esercito può fare poco».

LUNGO RESPIRO - Con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dice Prodi, «abbiamo veramente concordato sulla necessitá di un disegno forte ma di lungo respiro. Io non ritengo assolutamente che la criminalitá possa essere vinta con battaglia a corto raggio, con cose che possono anche piacere ma non mordono a fondo il problema». Per Prodi, dunque, bisogna «lavorare sia sull'aspetto repressivo sia sul coinvolgimento della societá civile e su questo farò proposte molto precise domani» in occasione della sua visita nel capoluogo campano. Per il presidente del Consiglio, inoltre, «il punto centrale è anche lavorare per un ripristino della legalitá nella vita economica e sociale di tutto il paese» poichè «la delinquenza è figlia dell'illegalitá».

LA JERVOLINO: «NON ASPETTIAMOCI MIRACOLI» - «Non dobbiamo aspettarci miracoli. Abbiamo grande fiducia nell'arrivo del presidente del Consiglio ma nessuno potrà illudersi che dopodomani la camorra sia sconfitta». Lo ha detto il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino Russo, parlando con i giornalisti al termine della messa per Ognissanti nel cimitero di Napoli. «Così il messaggio di speranza che ha lanciato il cardinale Sepe - ha proseguito - è un messaggio di stampo educativo. Nessuno può immaginare che dopodomani le coscienze cambino orientamento. Ma il messaggio del cardinale Sepe segna una strada, spinge su quella strada. E allora un cammino che va continuato». «A Napoli sforzi per la legalità, e penso a quanto fanno certe scuole - ha concluso il sindaco - se ne fanno già tantissimi. Si tratta di intensificarli al massimo»
01 novembre 2006
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